sabato 21 dicembre 2013
venerdì 13 dicembre 2013
Il giornalista della Procura.
Il
giornalista della Procura è una specie tipicamente italica. Lo si può
riconoscere facilmente, all’inizio di un processo penale di rilievo, non tanto
da come si abbiglia quanto da come si muove. Sempre un passo dietro al Pubblico
Ministero. Talvolta parallelamente all’avvocato di Parte Civile. il giornalista
della Procura ha sempre un taccuino aperto per non lasciarsi sfuggire nemmeno
un anelito del rappresentante della Pubblica Accusa o di quella privata; vuoi
mai che questi starnutiscano e si finisca col perdere qualche umore
investigativo degno di rilievo? Non sia mai!
Il
giornalista della Procura guarda con malcelata diffidenza l’avvocato della
difesa. Una volta finito il suo lavoro di raccolta delle informazioni
ufficiali, quando non abbassa gli occhi al passaggio de difensore, gli agita
contro il lapis smozzicato e scandisce: “il suo assistito si dichiara colpevole,
vero?”
Ma
questo solo nei giorni dispari. Solitamente al passaggio dell’avvocato
difensore del “Mostro”, il bravo giornalista della procura volge altrove lo
sguardo fingendo di aggiustarsi il bavero della giacca stazzonata.
Esiste
poi una variante del giornalista della
procura, il giornalista della procura finto tonto.
E’
quello che una volta confezionato il suo “pezzo” in purissimo stile
accusatorio, chiama al telefono il difensore del “mostro” solo per avere
conferma di qualche dettaglio che magari non trova nei suoi appunti.
Se
per caso ti lasci andare con questa sottocategoria, quanto gli dirai sarà
rimodellato secondo la funzionalità del suo progetto iniziale che resta sempre
quello: “dagli addosso all’imputato!”
Alcuni
esperti della fauna giustificano questo esemplare sostenendo che “se fosse
diverso il suo comportamento dalle procure non avrebbe più una notizia una!” E
quindi sarebbe una questione di sopravvivenza.
E in
tempi di d crisi con la sopravvivenza del posto di lavoro non si scherza!
Pazienza
se nella cultura anglosassone avvocato dell’accusa e avvocato della difesa
godano della stessa considerazione, in assoluta parità davanti al giudice terzo
(che ,peraltro, non rilascerebbe una dichiarazione manco sotto tortura! ).
Noi
mica siamo in Inghilterra! Per noi, Albione, era e resterà sempre e solo
perfida, anche (soprattutto!) quando s’impiccia di cronaca giudiziaria!
francesco antonio maisano
giovedì 12 dicembre 2013
La bambina di 11 anni "innamorata". Ovvero della mala sentenza.
Il
giudice è un uomo. L’uomo non è perfetto. Il giudizio è fatto da uomini, il
giudizio pertanto è perfettibile.
Assiomi,
quelli che precedono, difficilmente contestabili tanto mi appaiono pacifici. Una
premessa che mi appare doverosa mentre scrivo di una recente sentenza della
Cassazione (45179 del 2013, IIIa sezione penale) che ,da poco depositata, sta
facendo discutere gli addetti ai lavori e non.
In
estrema sintesi: la Corte Suprema annulla con rinvio la sentenza di condanna a
carico di un 60enne che veniva “colto in flagranza” del delitto di atti
sessuali (nella specie parliamo di rapporti completi di congiunzione sessuale!) con infra-quattordicenne. Aggiungiamo, perché
la circostanza di fatto non è di poco conto, che la infra-quattordicenne è una
bambina di 11 anni!
L’annullamento,
tra gli altri motivi, è determinato dalla mancata delibazione da parte della
Corte d’Appello di Catanzaro della (ricorrenza della) circostanza attenuante
della “minore gravità del caso” .
La
motivazione della sentenza della Cassazione rimprovera alla Corte d’Appello di
non avere approfondito alcuni temi segnalati dal difensore dell’imputato quali:
“l’atto
sessuale si inseriva nell’ambito di una relazione amorosa; e che, sebbene
l’abuso sessuale sia sempre connotato da grave invasività fisica, lo stesso nel
caso di specie non poteva ritenersi invasivo allo stesso modo dell’ipotesi in
cui avvenga con forza e violenza e al di fuori di una relazione amorosa, atteso
che nel primo contesto derivano più contenute conseguenze negative alla minore
sul piano psicologico.”
E
continua rimproverando alla sentenza impugnata di non avere considerato e
valutato:
“gli
ulteriori e attenuativi aspetti della vicenda prospettati dalla difesa, quali
il “consenso”, l’esistenza di un rapporto amoroso, l’assenza di costrizione
fisica, l’innamoramento della ragazza. Sul punto la motivazione è anche
manifestamente illogica laddove riferisce gli effetti della dedotta relazione
sentimentale all’imputato, anzichè alla ragazza.”.
Insomma
,la Cassazione, rimprovera ai giudici dell’appello
di non avere voluto approfondire la tematica della “minore gravità” sulla base della
consolidata “relazione” sessuale tra il 60 enne e la bambina di 11 anni.
Aggiungo,
perché è un dato che l’interprete può facilmente cogliere dal testo motivazionale,
che l’estensore reiteratamente utilizza il termine “ragazza” per definire la
parte offesa di 11 anni.
Direi che
potremmo tranquillamente iniziare col correggere proprio il termine ragazza,
sostituendolo con quello più consono di bambina.
A 11 anni si è bambine, non ragazze!!
Superata
questa correzione, che pure mi appare doverosa, cerchiamo di analizzare il
pensiero che l’estensore vuole trasmettere.
Un fatto
sessuale grave può essere meno grave (attenuato quoad poenam) se la “ragazza”
(ma io, ribadisco, preferisco bambina!) è emozionalmente condizionata.
Addirittura “innamorata”, scrive il giudice della cassazione.
Che tipo
di innamoramento (con connotazioni di
congiungimento sessuale, perché di questo si parla, attenzione!!) possa avere
una bambina di 11 anni per un uomo di 60 è cosa che francamente mi sfugge anche
dopo trentennale frequentazione delle aule giudiziarie dove ,ammetto, ho visto
di tutto e di più!
Andava
indagato secondo la cassazione, “l’esistenza di un rapporto amoroso” e “l’assenza
di costrizione fisica”.
Non
balena nemmeno un attimo, all’estensore della sentenza, che proprio l’assenza
di coartazione fisica in danno della bambina possa essere la risultante di un forte e deviato
condizionamento dalla stessa subito ad opera del 60enne! Non considera, la
corte, che l’innaturalità del comportamento della bambina è prova forte della
soverchiante psicologica dominanza del 60 enne, circostanza questa che rende il
delitto più odioso e non certo meno grave e meritevole di attenuazione specifica.
L’attenuante
della minore gravità è stata spesso riconosciuta a manifestazioni piuttosto
“fugaci” meno “intrusive” , insomma proprio minori in relazione alla
oggettività del fatto (una pacca sul sedere, un rapido bacio etc.etc.).
E’ sorprendente
come la cassazione lamenti la mancata valutazione dell’attenuante riferendola
all’atteggiamento in qualche modo “condiscendente” della bambina, senza capire
che non può esservi in natura una “condiscendenza emozionale a contenuto
fortemente sessuale” da parte di una 11 enne , tanto da spingersi a desiderare
una congiunzione sessuale completa!
Insomma,
ammetto che la sentenza in questione è una delle più brutte che mi sia capitato
di leggere da molti anni a questa parte.
Ed ho
voluto tralasciare ogni giudizio “morale”, rimanendo il più possibile ancorato
ad una piattaforma tecnico giuridica.
E’ una
sentenza brutta tecnicamente. Una di quelle sentenze che ti auguri non venga
presa a modello; che non sia negativo.
avvocato penalista
mercoledì 20 novembre 2013
martedì 5 novembre 2013
5 Novembre 2013, giorno di San Zaccaria il Muto e della Cancellieri.
5 novembre, giorno di San Zaccaria, il muto!
Narrano le Sacre Scritture che Zaccaria, marito di Elisabetta fu ammutolito dall'Arcangelo. Non credette al presagio della sua paternità avanzata. E riprese a parlare solo quando Giovanni Battista ebbe il suo nome che lo avrebbe posto in alto tra i "nati d'uomo ".
Oggi gli applausi di quasi tutto il Senato della Repubblica al ministro Cancellieri hanno ammutolito gran parte del Paese. Ritroverà la voce?
Gli applausi del Senato giunsero incomprensibili per chi ascoltava un'autodifesa zoppicante, incerta, impossibile! Ed ha risposto col silenzio.
Un silenzio che era ed è rimprovero!
Non si rimproverava al Ministro un atto umanitario, ma la specificità di quell'intervento. L'attivarsi a favore di amici indagati di gravi reati sin dal primo giorno dell'arresto. Quel mettersi "a disposizione" sin dalle prime ore!
Non si rimproverava al Ministro che una ragazza anoressica riuscisse a trovare ambiente più consono di una cella. Si rimproverava di averlo fatto in quel modo (soggettivamente diretto ed immediato) per quella ragazza, amica di famiglia.
Ma evidentemente non c'è più sordo di chi non vuol sentire.
Criticare quanto ha fatto il ministro non significa in alcun modo avallare lo scempio del nostro sistema carcerario. Men che meno l'abuso evidente della custodia cautelare utilizzata spesso come oggettiva tortura. No, non è questo il punto! Ed è in malafede chi cerca di cambiare i piani del discorso.
Perché il discorso è stato invece ben compreso dal Paese. Quel Paese ammutolito davanti alla casta che si applaude, si auto assolve, si stringe ai propri privilegi equamente condivisi e compartecipati!
No, il punto era un altro. L'evidente differenza tra chi è sempre più uguale degli altri! Chi ha un ministro in diretta telefonica che comunque dirà : "dimmi quello che possa fare!"
E cosa dovrebbe fare un ministro se non azzerare ogni possibile differenza tra i cittadini? Cosa se non assicurare a qualcuno ciò che,nel contempo, potrà dispensare a tutti? Solo così resterà fedele non solo ai suoi doveri di imparzialità ma all'apparenza stessa di essere imparziale!
Chi , come me , svolge la missione di farsi carico del sofferenze altrui nelle aule dei tribunali e nei carceri non vorrebbe mai pensare che nella sofferenza e nella costrizione possano esserci sventure di serie a e di serie b.
Ho difeso gente che una volta condannata attende anni la visita di un assistente sociale per completare un'osservazione psicologica dal cui esito dipenderà un permesso, una misura alternativa , una speranza. Attendono anni , a volte , senza vedere nessuno.
Ho difeso e difendo gente che vive il carcere con la doppia sofferenza di avere una famiglia lontana che periodicamente lungo la tratta ferroviaria dello Stivale, dovrà andare avanti e indietro per portare un saluto al congiunto. E allora scrivi al DAP per chiedere un trasferimento del detenuto; il "riavvicinamento". Invariabilmente il DAP risponderà: "la richiesta sarà vagliata," Ma è un vaglio che non finisce mai e dura anni!
Ho assistito e assisto persone che hanno atteso mesi prima di poter usufruire di un intervento chirurgico in ospedale.
Questa è la vita in carcere di Omar,Mohammed, Sasha o Tizio . Invariabilmente!
Ma oggi, San Zaccaria il Muto, la Casta applaudiva. Rumorosamente. Fragorosamente E si assolveva da sola.
E sapeva che fuori da quel palazzo c'era il silenzio!
Francesco Antonio Maisano
avvocato penalista in Bologna
No, io non applaudo questo Ministro di ..Giustizia!
Come
Italiano e come avvocato mi dichiaro esterrefatto e mortificato per gli
applausi di quasi tutto il Senato a questo Ministro che non ha
spiegato quanto non poteva spiegare. Una pagina buia di questa
Repubblica. Forse la fine della speranza di rinnovamento. Oggi mi
vergogno profondamente di un Sistema Giustizia che ha santificato la
disparità di trattamento, mi vergogno di farne in qualche modo parte. E
mi scuso con tutti coloro che non potranno mai usufruire di un
trattamento privilegiato e migliore come qualcuno, più uguale di loro,
ha potuto avere.
sabato 2 novembre 2013
Difensori dell'Indifendibile (fam)
Ed eccoli spuntare nelle ultime ore, i difensori della Cancellieri! Anche avvocati, purtroppo. Spinti a scegliere tra chi denuncia il malcostume ed altri che lo minimizzano, finendo così per giustificarlo, scelgono i secondi. Certo li attende un ‘impresa straordinaria quando entrando in un carcere (ma sicuri che ci vanno??) per trovare qualche loro assistito lo scopriranno meno “uguale” di chi ha goduto di monitoraggi cosi importanti. Pazienza, si diranno, ma che c’entra poi il Ministro? E …che ha fatto di male il Ministro? E riusciranno persino a mentire a loro stessi magari distogliendo lo sguardo dal “povero cristo” che hanno davanti, uno che non ha parenti vicini al ministro, uno che non ha avuto rapporti di affari con qualche congiunto del ministro.
Questo ministro è indifendibile e ,peraltro, non ha nemmeno chiesto di essere difeso. Rivendica di aver bene operato e stamattina ha definito “matto” chi ne ha sollecitato le dimissioni!
Allora dico che tra questo ministro (che non si vuole nemmeno difendere) e la rabbia della gente preferisco quest’ultima. Perché non voglio dimenticare che essere avvocati significa non perdere mai di vista il buon senso. Senza il buon senso e la Verità che sempre lo accompagna, siamo tromboni stonati e onorevoli con poco onore.
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